A meno di non utilizzare soluzioni fai da te, per esempio nel colorare i capelli o anche nel tagliarli, di norma le persone hanno periodicamente bisogno di un acconciatore, altrimenti detto parrucchiere.

In virtù di questa considerazione, possiamo dire che si tratta di un’attività per la quale è bassissimo il rischio che la domanda cali drasticamente in futuro. E proponendo un’offerta all’altezza delle esigenze, risulta possibile avere a disposizione una clientela significativa.

Che cosa bisogna fare per avviare un’attività di acconciatore? In questo articolo intendiamo fare chiarezza proprio su tale argomento, suggerendo in che modo iniziare, e quali sono i rischi e quali le procedure riguardanti l’iter burocratico necessario per l’apertura e lo svolgimento dell’esercizio. Un portale che tratta di parrucchieri, prodotti per la cura dei capelli come cere per capelli, gel ma anche tanti consigli pratici è Il Gentiluomo, attivo sul web dal 2019.

 

Aprire un negozio di parrucchiere: come iniziare

Per avviare un negozio di parrucchiere è molto importante effettuare inizialmente un’analisi di costi, possibili ricavi e target di riferimento basandosi sul proprio potenziale bacino di utenti.

Occorre decidere sin da subito a chi si rivolge l’attività: bambini, donne o uomini. Se lo si reputa opportuno, è anche possibile aprire un salone rivolto a più tipologie di persone.

Inoltre, conviene sapersi differenziare dalla concorrenza, per esempio proponendo servizi che i propri competitor locali non offrono, magari specializzandosi in una determinata tecnica per la colorazione o di taglio.

Il titolare dell’attività e l’eventuale personale addetto non soltanto dovranno possedere le giuste competenze, ma dovranno anche aggiornarsi costantemente sulle nuove tecniche e le nuove tendenze del settore.

Il locale in cui esercitare questo lavoro dovrà essere di almeno 50-100 mq, e dovrà essere allestito con cura in modo da creare un ambiente funzionale e allo stesso tempo piacevole anche per i clienti.

Una particolare attenzione dovrà essere rivolta anche ai fornitori a cui rivolgersi per tinte, lacca, shampoo, mobili, attrezzature, ecc.

L’investimento iniziale dipende da vari fattori, tra cui le dimensioni del locale, gli arredi, l’eventuale personale assunto, e altro ancora. Per un piccolo locale, in posizione non centrale e con un’offerta di servizi basilare, i costi non sono inferiori ai 50mila euro.

 

Quali sono i possibili rischi

I possibili rischi nell’apertura di un salone di acconciature e nello svolgimento dell’esercizio, sono legati a questioni riguardanti la sicurezza e il rapporto ricavi/perdite.

Per quanto riguarda la sicurezza, al fine di evitare problemi occorre scegliere con attenzione i prodotti adoperati, e utilizzarli nel modo opportuno stando anche attenti a seguire le norme in vigore. Occorre inoltre pulire adeguatamente le attrezzature utilizzate. Il locale deve essere a norma e risultare pulito ogni giorno. Bisogna anche provvedere con regolarità alla manutenzione dei macchinari, dei sistemi di ventilazione, degli impianti e delle aree di lavoro.

Per quanto concerne i rischi connessi alle eventuali perdite economiche, al fine di fare il possibile per evitarle conviene effettuare attente valutazioni relative alla potenziale clientela e alla concorrenza. In più, è necessario un business plan accurato riguardante i possibili costi e i potenziali ricavi.

 

Iter burocratico da seguire e requisiti

Per l’apertura di un salone di parrucchiere e lo svolgimento delle funzioni riguardanti l’attività di acconciatore, sono necessarie specifiche competenze individuali, la frequentazione di corsi abilitanti, e le adeguate licenze.

Conviene informarsi presso lo SUAP locale in merito ai vari requisiti essenziali e ai necessari adempimenti.

In generale, l’iter burocratico da seguire è questo:

  • Aprire una partita IVA
  • Iscriversi al Registro delle Imprese
  • Comunicare l’inizio dell’attività al Comune
  • Aprire le posizioni INPS e INAIL
  • Ottenere il permesso per esporre l’insegna
  • Mettere a norma gli impianti e i sistemi idraulici, elettrici, ecc.
  • Mettere a norma il locale dal punto di vista dell’igiene (nulla osta ASL) e della sicurezza e agibilità
  • Pagare i diritti SIAE per l’eventuale diffusione di musica.