I controlli non distruttivi e, in particolare, le aziende che li mettono in pratica, rivestono una grande importanza non solo all’interno dei complessi sistemi cui vengono applicati, ma anche nei processi d’uso quotidiano. In questo articolo vengono analizzati i principali settori in cui agiscono i controlli distruttivi e tramite quali modalità.

Cosa sono i controlli distruttivi?

I controlli distruttivi altro non sono che tecniche sperimentali non invasive impiegate al fine di valutare l’integrità di un materiale, un componente, una struttura complessa, incluse alcune caratteristiche specifiche (es. lo spessore). Nello specifico, lo scopo dei controlli non distruttivi è quello di emettere un giudizio di accettazione/rifiuto di un materiale o di un componente. Per poter fare tutto ciò è necessario eseguire dei test, cioè delle prove meccaniche grazie alle quali è possibile stabilire in modo quantitativo alcune caratteristiche di uno strumento, di un macchinario o di un sistema.

A cosa si applicano i controlli distruttivi?

Le aziende che usano, per il loro lavoro, i controlli non distruttivi si propongono di:

  • assicurare l’integrità e l’affidabilità dei prodotti;

  • prevenire incidenti e preservare vite umane;

  • assicurare la soddisfazione del cliente;

  • migliorare il processo di progettazione;

  • controllare il processo di produzione e mantenere uno standard
    qualitativo uniforme ed elevato;

  • ridurre i costi di produzione.

Tutto ciò può facilmente essere applicato in molteplici settori meccanici, ingegneristici e tecnici. Nel campo aeronautico è fondamentale poter garantire precisione e standard qualitativi di livello, ecco perché i sistemi e gli impianti usati devono avere un quadro elettrico che ne gestisca il funzionamento. Lo stesso vale per il settore ferroviario, in cui i sistemi esigono un controllo accurato e manutenzione periodica.

Nell’ automotive si richiede alta capacità produttiva per cui il controllo si focalizzerà sugli impianti che sono in grado di controllare molti pezzi allo stesso tempo, andando a soddisfare le esigenze di produttività. I componenti che vengono così esaminati possono essere bielle, braccetti, fusetti, crociere, alberi e molto altro.

All’interno del settore energetico si parla spesso di impianti progettati su misura e quindi altamente specifici e personalizzati. Di conseguenza, in base al campo di applicazione, i controlli non distruttivi faranno un’analisi degli elementi coinvolti in specifici procedimenti, quali semilavorati, saldature, lavorazioni meccaniche, trattamenti termici, trattamenti superficiali oppure ancora situazioni di corrosione, erosione, usura, rotture incipienti e danni termici.

Le tecniche usate

All’interno di queste lavorazioni, le aziende di questo tipo vanno a usare tecniche specifiche per arrivare a formulare le soluzioni più adatte alle esigenze dei clienti, così come è evidente sul sito http://www.deltaflux.it con link a http://www.deltaflux.it.

In particolare si usa la magnetoscopia, cioè l’applicazione di un campo magnetico su materiali ferromagnetici. Così facendo, i difetti introducono variazioni delle linee di flusso del campo visualizzabili con speciali polveri. È un tipo di controllo estremamente diffuso in vari settori: aeronautico, ferroviario, automobilistico, petrolchimico, stampaggio a caldo.

Gli smagnetizzatori che vengono progettati si possono utilizzare per tutte le tipologie di prodotti e si distinguono principalmente per la loro struttura meccanica ed elettrica. La tecnica dei liquidi penetranti consiste nell’applicazione di un liquido che penetra nei difetti per capillarità, permettendo di esaltare la visibilità del difetto mediante contrasto cromatico. Il suo uso è possibile su tutti i tipi di materiale andando ad evidenziare in particolare le aperture (o cricche) strette e profonde, adattandosi molto bene sia nel settore aeronautico che automobilistico.

Questi solo per citare alcuni dei principali prodotti cardine del processo di controllo non distruttivo. Qualunque sia il metodo che viene selezionato per una indagine non distruttiva e qualunque sia il componente/manufatto/semilavorato oggetto di test, ciò che ci si aspetta dal controllo è l’accertamento (o meno) delle cosiddette indicazioni, ossia di informazioni che devono essere opportunamente interpretate e valutate con il fine ultimo di formulare un giudizio di accettazione o rifiuto del campione.